giovedì 5 aprile 2018

Opinione: Diablo, di F.G. Haghenbeck

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Da questo romanzo l'attesissima serie su Netflix
Un grande thriller
Dietro il mercato nero degli esorcismi si cela un mondo pericoloso e spietato.

Dopo la morte del fratello posseduto da un demone, Elvis Infante è diventato un diablero e si guadagna da vivere dando la caccia a ogni sorta di creatura ultraterrena, per poi venderla al mercato nero. Ma la sua ultima missione sembra diversa da tutte le altre. Nella squallida periferia di Los Angeles si troverà ad affrontare un gigolò travestito da prete, la mafia internazionale, veterani di guerra degli Stati Uniti e una spietata assassina. Elvis scoprirà che il gioco in cui si è andato a cacciare è molto più grande di lui e ci sono fili che dirigono i suoi movimenti senza che se ne accorga.
 
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Io spero vivamente che la serie tv sia migliore e non fedelissima al romanzo (e credo sia la primissima volta che lo dico!).
Bella la trama, davvero, ma la grande pecca del libro è il caos con il quale l'autore ha scelto di raccontare questa storia. Partiamo da un evento nel "presente" che si esaurisce nel primo capitolo, per poi farci saltare a cinque anni prima e continuare a saltellare fra un anno prima del "presente" e quei (circa) cinque anni prima, poi due anni prima, quattro anni prima, poi torna il "presente", per poi saltare di nuovo indietro.... No!
Oltre al farlo con le voci narranti in ogni capitolo, perché non esiste un narratore universale e seguiamo tante storielle differenti. Saltelliamo conoscendo a fatica chi ci sta parlando.
Confusionario e rovina completamente qualsiasi ritmo narrativo, stancando il lettore, con rammarico perché la storia di base è interessante (diableri che vivono cacciando creature ultraterrene per venderle).

Ammetto che rileggendo la trama, è tutto vero...peccato che lo sia in modo così tirato, che fa quasi ridere perché sembra una cosa, ma in realtà ti trovi con altro.
La storia parte con il signor Nice Suit che va da Elvis per un lavoro. Elvis "dovrebbe" essere il protagonista, perché (alla fin fine) tutto ruota intorno a lui, bene o male, anche quando non ci trovi un senso logico. L'ho odiato appena lo hanno presentato. Parla un misto fra varie lingue (nella traduzione italiano ed inglese e a volte spagnolo, mescolando il tutto in ogni frase...insopportabile); forse in spagnolo rendeva di più, non ne ho idea, ma dubito.
Ok, è una persona molto intelligente, uno spaccone,...ma così è decisamente troppo.
Parla addirittura di se in terza persona.
Seriamente, volevo mollare tutto dopo poche pagine.

Fortunatamente la trama migliora, in linea teorica perché su carta resta un casino totale.
Questo saltellare lungo una linea temporale e seguendo personaggi "a caso" rende il tutto davvero pesante, perché quando un pezzo ti intriga, si stacca e si deve ricominciare da capo.
Pessimo espediente narrativo che brucia una storia potenzialmente geniale con un protagonista che sviluppato decentemente sarebbe stato una punta per una serie di romanzi davvero interessanti.
Con una base anche simile, ma raccontata in modo decisamente diverso, avrebbe potuto spaccare molto di più nell'editoria, ed invece....
(E capisco perché dal 2011 abbiamo atteso fino ora, e solo perché ne faranno una serie tv).

Un dettaglio "simpatico" era il titolo originale che è la stessa scritta sulla macchina di Elvis: El Diablo Me Obligò, ovvero Il Diavolo Mi Obbligò (che nella traduzione viene lasciato in italiano, solo dopo metà compare di sfuggita la versione originale).

Se siete curiosi vi consiglio di aspettate una promo per leggerlo, altrimenti usate i soldi per altro di migliore, purtroppo per com'è stata gestita la storia non merita.
Davvero un peccato!

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